Le sei verità che non conosci sui chakra

Questo articolo è scritto da Andrea Barra dal sito Tripura Yoga. Di seguito una breve citazione dell’incipit.
Link all’articolo completo in fondo al testo.

Da circa un secolo il concetto di Chakra o centro di energia sottile, è entrato nell’immaginario collettivo occidentale più di qualsiasi altro aspetto della tradizione yogica. Come per tutti gli insegnamenti derivati da fonti sanscrite, l’Occidente (fatta eccezione per pochi studiosi) ha fatto di tutto per snaturarne e distorcerne i contenuti, ergendo il chakra a sigillo emblematico delle banalizzazioni neo-spiritualiste contemporanee.

Senza alcuna pretesa di essere esaustivi in merito a un argomento di fisiologia occulta tanto delicato quanto complesso, con questo articolo cercheremo di rettificare per sommi capi solo alcune delle inesattezze irreversibilmente diffuse dagli agenti infettivi di un certo mercato spirituale che non ha risparmiato neppure l’attuale Oriente, ormai in larga parte contaminato dal grande malessere della modernità. Oggi anche in India è quasi impossibile trovare una corrente yogica che non sia (almeno parzialmente) influenzata da deviazioni euro-americane; difatti quando in tal sede utilizziamo il termine “occidentale” ci riferiamo a l’insegnamento yogico che oggi esiste in lingua inglese, compreso quello indiano moderno.

Purtroppo anche in India è molto raro incontrare persone capaci di leggere il sanscrito in maniera corretta e fluente, basti pensare che la traduzione di un trattato cinquecentesco sui Chakra ad opera di un britannico del novecento (considerata mediocre da alcuni studiosi contemporanei di sanscrito) resta ancora oggi il punto di riferimento di molti lignaggi yoga indiani, mentre la stragrande maggioranza delle pubblicazioni in materia reperibili in commercio, sia in Oriente che in Occidente, non è composta da opere sull’autentica scienza dei Chakra ma da moderni libercoli sincretistici basati su tre punti cardine:

1. Opere di occultisti occidentali del ventesimo secolo che hanno preso in prestito termini dal sanscrito senza comprenderli (come ad esempio il libro del teosofo C.W. Leadbeater’s
2. La traduzione imperfetta da parte di John Woodroffe (Arthur Avalon) di un solo testo in sanscrito sui Chakra redatto nel 1577.
3. Libri del ventesimo secolo scritti da guru indiani ma basati sulle risorse del punto uno e del punto due.

Non fa eccezione il best seller new age “Il libro dei Chakra” di Anodea Judith (con tutti i suoi derivati) che rientra a pieno titolo tra le fuorvianti opere moderne che millantano di presentare insegnamenti antichi mentendo clamorosamente e forse in maniera del tutto inconsapevole per via della mancata conoscenza del sanscrito


Per approfondire l’articolo andare al seguente link.

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