COSA RACCONTA DI TE LA TUA POSTURA?

Le parole POSIZIONE E POSTURA non sono esattamente sinonimi nella lingua italiana, anche se parlando di yoga vengono spesso utilizzate come tali.

La posizione è il modo in cui tu porti il corpo per compiere una determinata azione: potrai trovarti ad assumere la posizione seduta per lavorare, per studiare, per mangiare; potrai giacere sdraiata di fianco, sulla schiena o a pancia sotto, quando vuoi rilassarti o dormire. Per raccogliere qualcosa ti abbasserai piegando le ginocchia oppure potrai portarti a quattro zampe, mentre per camminare o correre utilizzerai la posizione eretta.

Rispetto alla posizione, la postura racconta un qualcosa in più di te perché esprime il tuo atteggiamento psichico.

Durante le lezioni di yoga osservo i miei allievi e benché siano tutti nella stessa posizione, per esempio seduti con le gambe incrociate, ognuno ha una postura diversa: c’è chi siede con il pube naturalmente rivolto in avanti portando il torace in fuori e le spalle aperte all’indietro e chi invece per sedere comodamente ha necessità di mettere un cuscino sotto al coccige per non crollare col bacino all’indietro e chiudersi in avanti con le spalle.

Prova a immaginare due persone sedute come ti ho descritto sopra, che cosa ti comunica la loro differenza posturale?

Quale delle due assoceresti a una persona più portata all’azione e quale a una persona più portata alla riflessione e all’introspezione? 

Questo è soltanto un semplice esempio molto generico che mi aiuta a chiarire meglio a cosa mi riferisco quando ti parlo di postura. Gli elementi di cui sopra non sarebbero sufficienti per eseguire una completa analisi Posturale.

L’essere umano è l’insieme dell’interazione fra mente e corpo.

Come spiego in questo articolo, l’attività fisiologica deve potersi tradurre in un pensiero e l’attività psichica deve potersi esprimere nel corpo.

Finché questo scambio avverrà armoniosamente e fluidamente, la vitalità continuerà a fluire indisturbata al tuo interno e allo stesso modo i tuoi movimenti saranno altrettanto morbidi e fluidi. Quando questo processo si stara, alla lunga insorgono problematiche articolari, più o meno invalidanti. 

Tutto il tuo mondo interiore deve potersi esprimere per mezzo del corpo e il modo in cui tu esprimi te stessa è la tua gestualità, la maniera in cui parli utilizzando il corpo.

Il tuo modo unico di camminare, di utilizzare le mani mentre parli, la tua mimica facciale, tutto questo racconta qualcosa di te, esprime le tue potenzialità.

E’ attraverso il gesto che puoi concretizzare il tuo potenziale vitale. 

Articolazioni e sistema tendineo-muscolare sono gli elementi che ti permettono di effettuare ogni movimento, che tu ne sia consapevole o meno.

Una parte della muscolatura è necessaria per compiere lavori quotidiani, per esempio la muscolatura respiratoria, che non smette mai di funzionare neanche quando dormi, a meno che tu non decida di rimanere in apnea (l’apparato respiratorio è l’unico apparato a essere sotto il controllo sia del sistema involontario, sia del sistema volontario) .

Pensa a tutti i tuoi gesti dalla mattina appena sveglia fino a quando ti rimetti a dormire, saresti in grado di fare una lista completa includendo ogni respiro, battito di ciglia, grattatina di naso e via andare?

Per compiere la maggior parte di essi non hai neanche più necessità di utilizzare l’attenzione, avvengono in automatico.

La tua mente ha registrato tutti i tuoi schemi di movimento per riprodurli ogni volta che ti servono senza la necessità che avvengano attraverso un’indicazione della mente razionale. Pazzesco no?!

Un’altra parte della muscolatura è invece necessaria per compiere sforzi e lavori che richiedano una sua attivazione temporanea per poter poi essere rilasciata e rimanere a riposo per la maggior parte del tempo.

Facile no?! E allora perché chi più chi meno, chi prima chi dopo, ci troviamo a sperimentare dolori e blocchi muscolari e articolari? Oppure notiamo che le articolazioni si sono modificate? 

Secondo l’ayurveda, l’antica scienza indiana della lunga vita, l’essere umano ha il potenziale per vivere fino a 120 anni in piena salute (per la medicina tradizionale cinese gli anni sono addirittura 150) per poi morire spegnendosi, come una lampada a olio dopo che ha terminato di bruciare costantemente.

Affinché questa condizione si possa verificare è necessario che all’intero organismo sia permesso di lavorare al massimo della potenzialità col minimo dispendio di vitalità. 

Se ti stai domandando cosa c’entri questo con la tua postura, ebbene è proprio questo il nocciolo della questione, ognuno di noi nasce con una determinata predisposizione psicofisica, che si esprime anche a livello posturale.

Il nostro apparato scheletrico-muscolare è costituito da famiglie di muscoli che collaborano perché il corpo possa muoversi sinergicamente, col minimo dispendio di forze ed energie.

Queste famiglie sono divise in cinque gruppi:

L’Anteromediana:

E’ strutturata per portarti a percepire il senso dell’appoggio, il luogo dove puoi abbandonarti, rilassarti e rigenerarti. Il suo fulcro è l’addome. pensa alla posizione fetale che assumi nel momento in cui ti addormenti o mentre dormi, raggomitolata intorno al tuo addome: puoi abbandonarti sentendoti sicura e protetta. 

La Posteromediana:

E’ la famiglia complementare alla precedente. Il suo compito è mantenerti in posizione eretta a partire dall’appoggio del tallone facendoti sollevare fino alla testa. Il suo fulcro è il torace e ti permette di attivarti rendendoti pronta all’azione.

L’Anterolaterale:

Gestisce la mobilità in chiusura di spalle e anche, è l’atteggiamento che assumi quando vuoi chiuderti rispetto al mondo esterno. Se sei caratterizzata da questa catena è molto probabile che tenderai ad avere una buona capacità di interiorizzazione, di ordine mentale e a essere minimale, occupando poco spazio all’esterno sia con te stessa sia con le tue cose.

La Posterolaterale:

E’ la famiglia complenentare alla precedente e al contrario, è responsabile dell’apertura di spalle e anche verso l’esterno. Se sei molto caratterizzata da questa famiglia posturale è probabile che tu sia una persona molto espansiva, socievole e che tu tenda a espanderti nello spazio esterno, prendendone possesso con la tua personalità o occupandolo con i tuoi oggetti.

La famiglia Centrale:

E’ preposta a portarti verso l’alto, verso la mente, gli ideali e la creatività. Il suo fulcro è il diaframma e si attiva attraverso il ritmo, quindi attraverso il respiro.

Tutte le famiglie posturali sono interrelate, ma una di queste tenderà a caratterizzarti un po’ di più rispetto alle altre.

Per tua natura, perché sei costruita così, ti hanno disegnata così, come direbbe Jessica Rabbitt.

E’ probabile che con il passare del tempo e interagendo con l’esterno quest’ultima abbia preso il sopravvento sulle altre e che, rispetto all’infanzia o all’adolescenza, alcune tue caratteristiche si siano esasperate.

Oppure, a causa di imposizioni culturali, è possibile che tu abbia dovuto forzare l’attivazione di un’altra famiglia posturale per “correggere” i tuoi atteggiamenti, perché ingiustamente ritenuti non consoni alla società:

“Le signorine per bene siedono a gambe unite”, “non essere sguaiata come un maschiaccio”, “non essere timida, gioca con gli altri bambini”, “scegli una scuola che ti  garantisca un lavoro sicuro”, questi sono alcuni esempi di frasi che potresti aver sentito in famiglia, fra gli amici, a scuola, perché qualcuno trovava che i tuoi atteggiamenti non fossero adatti alla situazione.

Prova a pensare a come eri durante l’infanzia e in adolescenza e confrontati con la te di adesso. Cosa caratterizzava la tua postura e come era il tuo temperamento?

Ti piaceva passare il tempo con gli amici facendo giochi all’aria aperta oppure amavi stare da sola o in compagnia di poche persone immersa in giochi di fantasia, a leggere e a raccontarvi storie?

In ognuno dei casi era una sofferenza trovarsi a doverti adattare a stare in gruppo o a passare qualche giornata in compagnia di te stessa, oppure riuscivi ad adattarti bene alla situazione anche se avresti preferito fare diversamente? 

Quando una famiglia muscolare tende a prevalere, per tua natura o perché ne è stata forzata l’iperattivazione, intralcia il lavoro delle altre, generalmente di quella più prossima che si fa piccola sotto l’esuberanza della più forte e non si esprimerà pienamente.

La sua ipoattivazione ti costringerà a chiedere aiuto alla muscolatura preposta a una funzionalità temporanea, che trovandosi invece coinvolta in un lavoro quotidiano si stresserà infiammandosi, procurandoti tensioni e contrazioni.

Poiché la mente non è a suo agio nell’osservare un corpo sofferente (qua ti spiego perché – LINK ARTICOLO), allontanerà la sua attenzione dall’articolazione dolente abbassandone gradualmente anche il tono vitale.

Senza essere percepita dalla mente e con un basso livello di vitalità la tua mobilità articolare inizierà a essere sempre più ridotta fino al blocco dell’articolazione.

Lo Yoga Posturale, aiuta a recuperare la naturalezza e la fluidità di gesti e movimenti a partire dalla creazione di nuovi schemi posturali che vadano a sostituire i vecchi, causa di blocchi e rigidità articolari.

Come funziona lo Yoga Posturale? Scoprilo qua!

Poiché la gestualità è il mezzo di espressione del tuo mondo interiore, riscoprirne il movimento consapevole ti permetterà di sperimentare pienamente il tuo potenziale vitale.

Sebbene tu sia più caratterizzata da una determinata famiglia muscolare, imparare ad attivare anche tutte le altre famiglie ti permette di esprimere pienamente te stessa attraverso il movimento senza la dispersione di vitalità.

Metti che in te prevalga la famiglia Anterolaterale e che tu sia naturalmente incline all’introspezione, col tempo hai sviluppato il desiderio di diventare insegnante di Yoga e non vedi l’ora di condividere gli infiniti benefici che questa pratica meravigliosa ha portato nella tua vita.

Per relazionarti con i tuoi allievi avrai necessità di attivare anche la famiglia Posterolaterale, che ti consente di aprirti verso l’esterno.

Assumere un atteggiamento posturale di apertura aiuta l’efficacia della comunicazione. Mantenendo un atteggiamento posturale di chiusura, i tuoi allievi faticherebbero a seguirti durante le lezioni e tu faresti il doppio della fatica a farti ascoltare e a mantenere attiva l’attenzione dei partecipanti. 

Imparando ad attivare tutte le famiglie muscolari quando è necessario, il tuo organismo non sprecherà energie e nel momento in cui una determinata azione è conclusa, potrai ritornare nel tuo atteggiamento posturale naturale.

Attraverso questo mio articolo, non posso fornirti tutti gli strumenti adeguati a un’analisi posturale completa che ti consenta di capire quale sia la tua famiglia muscolare “dominante”, come tu ti sia sviluppata rispetto a essa nel corso della vita e quali siano gli esercizi mirati più adatti a risolvere eventuali problemi articolari.

Tuttavia iniziare a portare attenzione e consapevolezza ai tuoi gesti, non solo ti aiuterà a mantenere le tue articolazioni giovani e forti, ma ti metterà in grado di riflettere su te stessa per imparare a conoscerti sempre più approfonditamente.

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