DA CIRCA CINQUE ANNI LAVORO COME INSEGNANTE DI YOGA PER GRUPPI DI PRINCIPIANTI E AVANZATI (SU RICHIESTA ESEGUO ANCHE LEZIONI INDIVIDUALI) E TENGO CORSI DI YOGA PRENATALE AIUTANDO LE DONNE A VIVERE UNA GRAVIDANZA SERENA E A PREPARARSI PER IL MOMENTO DEL TRAVAGLIO E DEL PARTO.

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Specializzazioni

Principalmente tengo le mie lezioni presso il mio studio nel centro di Lucca: Shakti Centro Studi Yoga e dal 2017 ho avviato anche un corso nel Comune di Capannori (LU), presso la sede del Comitato di Zone, in Via della Cateratta. Le mie lezioni sono dedicate sia a chi desidera avvicinarsi al mondo dello Yoga, sia a praticanti più esperti.

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Dal desiderio di trasmettere concetti e aspetti dello hatha yoga che non possono essere approfonditi nei corsi settimanali, è nato il progetto Pillole di Prana, insieme a un’amica e collega di Lucca organizzo mini seminari e mini ritiri di Yoga della Potenza.

Per rimanere sempre aggiornata su quello che faccio seguimi sulla mia pagina facebook Taste of Wellenss – Il Gusto del Benessere e sul mio profilo Instagram towilgustodelbenessere.

LA GRANDE GIOIA DI DEDICARMI ALLE FUTURE MAMME

Non si tratta di insegnare a partorire, la natura ci ha già fornito tutti i codici per farlo. Ogni gravidanza e parto sono differenti, così come ogni mamma e ogni nascituro. Non esiste una ricetta prestabilita che vada bene per tutte; ciò su cui mi concentro è aiutarle a prendere consapevolezza del corpo e dei cambiamenti a cui sono soggette. Durante la gravidanza non è soltanto la struttura del corpo che muta velocemente. Una donna si trova a dover fare i conti con aspetti della fisiologia che non sempre riesce a controllare come prima e a dover gestire anche aspetti psico emotivi legati a tutto ciò.

COSA CARATTERIZZA LE MIE LEZIONI

Gli esercizi che propongo sono condotti dal ritmo e dalla potenza del respiro, veicolo della nostra vitalità. L’utilizzo del respiro permette al corpo di ritrovare elasticità, i muscoli si allungano grazie al rilasciamento e alla percezione del piacere e non per mezzo di forzature e stiramenti estremi.

In questo modo i vecchi schemi posturali, artefici delle rigidità muscolari e articolari vengono sostituiti da nuovi schemi, che rendono la muscolatura e le articolazioni rilasciate e flessibili. Parallelamente gli stessi effetti sono riscontrabili anche a livello psichico; la nostra mente sarà più libera e più forte.

Mi piace guidare gli allievi attraverso sequenze a tema, ogni volta diverse, mostrando e descrivendo gli esercizi e i loro effetti.

COME NASCE OGNI MIA LEZIONE

Non si tratta di insegnare a partorire, la natura ci ha già fornito tutti i codici per farlo. Ogni gravidanza e parto sono differenti, così come ogni mamma e ogni nascituro. Non esiste una ricetta prestabilita che vada bene per tutte; ciò su cui mi concentro è aiutarle a prendere consapevolezza del corpo e dei cambiamenti a cui sono soggette. Yoga è sinonimo di abilità, mettere in pratica, riuscire e imparare a fare qualcosa.

Che sia la comunione con l’assoluto o il recupero della piena attività respiratoria è necessario avere un obiettivo chiaro quando si pratica yoga.

CHE COSA VUOI OTTENERE O RIUSCIRE A FARE?

Padroneggiare una posizione per incarnarla fisicamente e psichicamente, percepire il corpo più forte e vitale? Ritrovare equilibrio psichico?

Ogni sequenza nasce con lo scopo di realizzare qualcosa perciò per prima cosa occorre trovare un tema da sviluppare. Non ci sono regole generali per stabilire come tale scopo debba venire raggiunto, purché al termine del lavoro si ottengano gli effetti che si desiderano  sortire.

FACCIAMO UN ESEMPIO:

Quando il focus del mio lavoro è la realizzazione di una posizione, prendo in considerazione ciò che voglio ottenere a livello psicofisico. 

Una volta deciso, rifletto su quali parti del corpo ho necessità di attivare/risvegliare e su cui portare principalmente l’attenzione e quali sono gli aspetti interiorizzanti su cui focalizzarmi. Dunque inizio a costruire la mia sequenza.

Mi piace partire dal respiro, veicolo della vitalità, osservarlo all’inizio della pratica e poi lavorare per liberarlo.

Inizialmente scelgo di eseguire qualche esercizio che mi aiuti a purificare il mio respiro in modo che possa esprimersi al meglio in tutto il corpo.

Riattivare la muscolatura respiratoria che è rimasta dormiente e rilasciare quella che invece è in tensione mi permette di percepire un respiro più fluido e profondo che ritma dolcemente i movimenti del corpo plasmandolo. Tornando a rendere il respiro potente posso utilizzare la sua forza mantenendo rilasciati parte dei miei muscoli.

A seguire scelgo posizioni ed esercizi che mi aiutino a riportare l’attenzione e a focalizzarmi su ciò che voglio realizzare. 

Cerco di legarli bene fra loro in modo che la sequenza risulti armoniosa. Lascio che sia il respiro a guidare ogni movimento col suo ritmo e a permettermi di riscoprire e ricreare spazi percettivi al mio interno.

Ogni esercizio e ogni posizione possono essere realizzati in tante varianti e con altrettanti scopi, per questo mi piace partire da ciò che voglio ottenere su di me e focalizzarmi su ciò che accade all’interno del mio spazio durante la sequenza. Osservare come cambia il mio respiro e come il mio respiro plasma il corpo, come cambia la qualità dei miei movimenti che via via acquistano sempre più fluidità.

Approfitto di ogni movimento o posizione statica per osservare sempre più profondamente il mio corpo e le sensazioni che derivano dalla sua percezione.

Al termine di ogni posizione lascio che il corpo si rilasci ma la mia mente non si abbandona perdendosi chissà dove nella piacevolezza della percezione, continua a rimanere attenta a ciò che avviene nel corpo, felice di percepirlo godere del benessere.

E’ attraverso la percezione del piacere che posso riportare la vitalità nel corpo e costruire schemi posturali corretti.

Al termine della sequenza continuo a osservare gli effetti del lavoro eseguito.

Che cosa è cambiato rispetto all’inizio? Posso riscontrare concretamente di aver realizzato ciò che volevo ottenere a livello fisico e mentale?

Cerco di imprimere tutte le sensazioni il più profondamente possibile e quando mi sento pienamente appagata mi preparo a riportare la mia attenzione di nuovo all’esterno. Ho la sensazione di essermi svegliata dopo un lungo sonno ristoratore, rilasciata e rigenerata.

Così come con ogni sequenza decido di realizzare un qualcosa, allo stesso modo nel mio lavoro di insegnante mi piace progettare e sviluppare percorsi per i miei allievi, in modo che nei mesi possano approfittare di ogni mia lezione per approfondire aspetti sempre diversi ma legati fra loro. Come se il percorso in sé fosse una grande sequenza costruita armoniosamente grazie a ogni singola lezione.